Sentenze della Suprema Corte di Cassazione
Percorsi giurisprudenziali



Fonte: Studiocataldi.it - Va multato pedone che attraversa fuori dalle strice pedonali. E se viene investito la colpa è sua

Fonte: Studiocataldi.it -Cassazione: responsabilità della P.A. per caduta del pedone

Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: pendone è responsabile esclusivo dell'incidente se attraversa di corsa. Anche se sulle strisce

Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: automobilista deve sempre fermarsi quando un pedone attraversa sulle strisce

Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: investire un pedone ubriaco? Può essere omicidio colposo

Fonte: Studiocataldi.it - Cassazione: Da assolvere il pedone che non usa sottopassaggio



Resoconti Stenografici delle sedi Legislativa, Redigente e Referente(Scarica)

INVESTIMENTO DI PEDONE

- Risarcimento danni da incidente stradale (Scarica sentenza)


- Sulle strisce pedonali il pedone non è tenuto a dover valutare le intenzioni altrui (Scarica sentenza)


- Concorso di colpa del pedone (Scarica sentenza)


In materia di responsabilità civile da sinistri derivanti dalla circolazione stradale,in caso di investimento di pedone la responsabilità del conducente è esclusa quando risulti provato che non vi era da parte di quest’ultimo alcuna possibilità di prevenire l’evento, situazione questa ricorrente allorché il pedone tenga una condotta imprevedibile ed anormale, sicché l’automobilista si trovi nell’oggettiva impossibilità di avvistarlo e comunque di osservarne tempestivamente i movimenti. Tanto si verifica quando il pedone appare all’improvviso sulla traiettoria del veicolo che procede regolarmente sulla strada,, rispettando tutte le norme della circolazione stradale e quelle di comune prudenza e diligenza incidenti con nesso di causalità sul sinistro.

(Cassazione Civile, sezione III, 16 giugno 2003,n. 9620)



Se il giudice di merito accerta la pericolosità e l’imprudenza della condotta di un pedone investito da un veicolo, la colpa di questi concorre , ai sensi dell’articolo 1227 comma primo del Codice Civile, con quella presunta del conducente, prevista dall’articolo 2054 primo comma del Codice civile.

(Cassazione Civile , sezione III, 16 settembre 1996,n. 8281)



L’accertamento del comportamento colposo del pedone investito da un veicolo, quale che sia la gravità della colpa , non è sufficiente per l’affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l’investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall’articolo 2054 , primo comma c. c., dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Pertanto,, anche nel caso in cui il pedone, che intenda attraversare la strada, là dove manchino le strisce pedonali, ometta di dare la precedenza ai veicoli che sopraggiungono ed inizi l’attraversamento distrattamente, è configurabile una concorrente responsabilità del conducente il veicolo investitore, ove risulti che questi abbia tenuto una velocità eccessiva o, comunque,non adeguata alle circostanze di tempo o di luogo, e non abbia rallentato o non abbia arrestato la marcia del veicolo( nella specie, era stato accertato che la comparsa del pedone nella traiettoria di marcia dell’automobilista non era stata improvvisa ed imprevedibile ed il suo avvistamento da parte di quest’ultimo era avvenuto ad una distanza che avrebbe consentito la tempestiva adozione di misure idonee ad evitare l’investimento).

(Cassazione Civile, sezione III, 21 aprile 1995, n. 4490)



L’obbligo del pedone , che attraversi la carreggiata stradale fuori degli appositi passaggi pedonali, di dare la precedenza al veicolo che sopraggiunge , viene messo nel caso che egli faccia ragionevole affidamento nell’astensione da parte del conducente del veicolo da una condotta vietata da una norma specifica del Codice della Strada.

(Cassazione Civile, sezione III, 21 gennaio1982,n. 401)



La condotta del pedone può essere assunta esclusiva del sinistro stradale solo quando nessuna infrazione , benché minima , sia addebitabile al conducente del veicolo investitore . Pertanto è legittima l’affermazione del concorso di colpa del conducente , ove la velocità del suo veicolo non sia stata quella particolarmente moderata richiesta dalla situazione del luogo e del traffico.

(Cassazione Civile, sezione III, 18 luglio 1974,n. 2163)



L’articolo 134 del Codice della Strada, il quale impone ai pedoni che attraversino la carreggiata , al di fuori delle strisce pedonali, di dare la precedenza ai conducenti dei veicoli, non può applicarsi allorché il pedone inizia l’attraversamento con un congruo anticipo rispetto ai veicoli che sopraggiungono.

(Cassazione Civile ,sezione III, 9 agosto 1973, n. 2322)



In caso di investimento di pedone da parte di un autoveicolo, l’accertamento di un eventuale concorso di colpa del pedone è rimesso all’apprezzamento del giudice di merito e, se immune da errori logici o giuridici, è insindacabile in sede di legittimità.

(Cassazione Civile , sezione III, 17 aprile 1968,n. 1150. Negli stessi termini, Cassazione Civile 13 luglio 1967,n. 1760)





(fonte : http://www.prontoavvocati.it/assicurazionisea.html )





Altre sentenze:



La nuova giurisprudenza in tema di investimento del pedone
Focus di Massimario.it agg. al 17.02.2010 (Raffaele Plenteda)

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Cassazione civile , sez. III, sentenza 24.11.2009 n° 24689

• Investimento doloso del pedone e responsabilità civile
Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n° 44165 (Angela Calaluna)

• R.C.A.: l’assicurazione opera anche in caso di investimento doloso del pedone
Cassazione penale , sez. I, sentenza 18.11.2009 n° 44165 (Raffaele Plenteda)

• R.C.A., assicurazione obbligatoria, pedone, investimento doloso, copertura
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• I bambini sono da considerarsi sempre pedoni incerti ed inesperti
Cassazione penale , sez. IV, sentenza 20.10.2009 n° 40587 (Cesira Cruciani)

• Sinistro stradale, omicidio colposo, bambino, imprevedibilità, pedone inesperto
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• Comune, rampa, lesioni personali, pedone, risarcimento
Cassazione civile , sez. III, sentenza 22.04.2009 n° 9560

Investimento del pedone, dichiarazioni confessorie, prova liberatoria
Cassazione civile , sez. III, sentenza 10.07.2008 n° 18872

• Pedone investito, danno biologico e morale, quantificazione,riduzione percentuale
Cassazione civile , sez. III, sentenza 06.06.2008 n° 15029

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• Insidie stradali: l’autoresponsabilità del pedone e responsabilità della P.A.
Tribunale Brindisi, sentenza 02.12.2004 (Ottavio Carparelli)

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- La responsabilita' non e' esclusa nel caso che le opere da eseguire siano soggette a provvedimenti di autorizzazione, atteso che e' compito del destinatario dell'ordine adoperarsi sollecitamente per rimuovere gli ostacoli di natura burocratica che si frappongono alla loro rapida esecuzione (C., Sez.I, 01.12.1997).

- Il criterio da adottare e' quello della adeguatezza allo scopo (C., Sez.I, 06.06.1989).

- La segnaletica di pericolo prescritta dall.art. 13, D.P.R. 15.06.1959, n.393 (abrogato dall'art.231, D.Lgs. 30.041992, n.285 e corrispondente alla'ttuale art. 37 c.str.) non esaurisce l'obbligo di prevenzione a carico dell'ente propiretario della strada o tenuto alla manutenzione della strada, il quale deve adottare anche segnali diversi idonei a impedire l'insorgere di situazioni di pericolo per l'incolumita' deglu utenti quando, in relazione a situazioni concrete, i normali segnali siano insufficienti (C., Sez. I, 23.10.1990).



"SENTENZE SUGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI ED INCIDENTI CON PEDONI" ( fonte: Pluris )
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App. Firenze Sez. II, 25/05/2010

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
La norma dell'art. 190, 5° comma, C.d.S., in base al quale i pedoni che si accingono ad attraversare la strada in zona sprovvista degli attraversamenti pedonali debbono dare la precedenza ai conducenti, va interpretata nel senso che il pedone è tenuto ad astenersi dall'iniziare l'attraversamento in modo da non costringere i conducenti dei veicoli a compiere improvvise e pericolose manovre di rallentamento, di arresto e di deviazione. E' tenuto, quindi, a rendersi conto, dovendo cedere la precedenza ai veicoli sopraggiungenti, della direzione e della velocità di essi e a regolare la propria condotta in modo da non venire a trovarsi pericolosamente sulla loro traiettoria, anche se essi procedano in violazione di norme di legge o di quelle di comune prudenza.
App. Firenze Sez. II, 25/05/2010
FONTI: Massima redazionale, 2010

RIFERIMENTI NORMATIVI: DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
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Cass. civ. Sez. II, 05/12/2007, n. 25388

CIRCOLAZIONE STRADALE
Sosta e parcheggio
INVALIDI
Coloro che utilizzano gli autoveicoli per il trasporto delle persone invalide, sebbene possano godere di alcune agevolazioni a loro accordate, sono comunque tenuti a rispettare i divieti di fermata e di sosta dei veicoli imposti dall'art. 158, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 ( nella fattispecie il divieto di sosta in corrispondenza degli attraversamenti pedonali) poiché alle relative violazioni il legislatore ha accordato una presunzione di intralcio e pericolo per la circolazione.
Cass. civ. Sez. II, 05/12/2007, n. 25388
PARTI IN CAUSA: Comune di Terni c. F.D'A.
FONTI: Massima redazionale, 2007

RIFERIMENTI NORMATIVI: DLT 30/04/1992, n. 285, art. 158
GIURISPRUDENZA CORRELATA
Vedi anche: Cass. civ. Sez. II, 05/10/2009, n. 21271
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T.A.R. Toscana Firenze Sez. III, 17/02/2006, n. 464

FARMACIA E FARMACISTI
Farmacia
(pianta organica)
Appaiono plausibili le conclusioni tecniche raggiunte in ordine alla misurazione del limite di distanza dalle farmacie limitrofe, di cui all'art. 2 legge n. 362 del 1991, operata dagli organi di polizia municipale ai fini dell'ubicazione di una farmacia, pur nell'esclusione di percorsi alternativi più brevi, ma difficilmente individuabili come percorsi normali per profili di scarsa sicurezza, per il traffico e per l'assenza di attraversamenti pedonali o semaforici ovvero costituiti da strada sterrata e dall'andamento tortuoso, inidonea al traffico pedonale, così da escludere il ricorso ad un accertamento tecnico da parte del giudice amministrativo.
T.A.R. Toscana Firenze Sez. III, 17/02/2006, n. 464
FONTI: Ragiufarm, 2007, 101, 39

RIFERIMENTI NORMATIVI: L 08/11/1991, n. 362, art. 2
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Trib. Roma Sez. XII, 08/11/2005

CIRCOLAZIONE STRADALE
Cause di sinistri, in genere
Pedoni
Il pedone che in violazione dell'art. 190, secondo comma, c.d.s. (D.Lgs. n. 285/1992) abbia attraversato la carreggiata quasi al centro di due attraversamenti pedonali, uno ad 80 metri da una parte e un altro a 35 metri dal punto d'impatto, è corresponsabile nella misura del 20% nella causazione del sinistro, tanto più se questo si è verificato in ora buia, su strada a scorrimento veloce e resa viscida dalla pioggia.
Trib. Roma Sez. XII, 08/11/2005
PARTI IN CAUSA: Orelli c. Meieaurora spa e altri
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2006, 4, 407

RIFERIMENTI NORMATIVI
CC Art. 2054
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
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Trib. Roma Sez. XII, 08/11/2005

CIRCOLAZIONE STRADALE
Colpa
(concorso di colpa)
Pedoni
Sussiste un concorso di colpa del pedone che sia stato investito da un'autovettura durante l'attraversamento della carreggiata, al di fuori delle strisce pedonali (nella specie è stato riconosciuto un concorso di colpa nella misura del 20% al pedone che ha attraversato la carreggiata al centro di due attraversamenti pedonali, l'uno distante 80 metri e l'altro 35 metri dal punto dell'impatto).
Trib. Roma Sez. XII, 08/11/2005
PARTI IN CAUSA: Orelli c. Meieaurora spa e altri
FONTI: Danno e Resp., 2006, 5, 507 nota di LAGHEZZA

RIFERIMENTI NORMATIVI
CC Art. 2054
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 191
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Cass. civ. Sez. I, 31/10/2005, n. 21188

SANZIONI AMMINISTRATIVE E DEPENALIZZAZIONI
Accertamento, opposizione e contestazione
SANZIONI AMMINISTRATIVE - APPLICAZIONE - OPPOSIZIONE - PROCEDIMENTO - ISTRUTTORIA
Opposizione fondata sulla mancanza dell'elemento psicologico - Obbligo del giudice di merito di procedere all'accertamento di esso - Sussistenza - In tema di violazione del codice della strada relativa all'attraversamento pedonale.
Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, il giudice di merito deve verificare - ove la sua mancanza costituisca motivo di opposizione - la configurabilità o meno dell'elemento psicologico del dolo o della colpa nella commissione dell'illecito, previsto in generale dall'art. 3 della legge n. 689 del 1981, e quindi la conoscenza, o la conoscibilità, secondo l'ordinaria diligenza, dei presupposti di fatto dell'illecito; in particolare, in caso di sanzione amministrativa irrogata per aver attraversato la carreggiata stradale senza servirsi degli attraversamenti pedonali (in violazione dell'art. 190, comma secondo, del codice della strada), pur in presenza di un apposito sottopassaggio situato a meno di cento metri, va verificato se il sottopassaggio fosse visibile o segnalato nel punto in cui il pedone aveva effettuato l'attraversamento, dovendo escludersi in caso contrario la configurabilità dell'elemento psicologico.
Cass. civ. Sez. I, 31/10/2005, n. 21188
PARTI IN CAUSA: Grieco c. Prefettura Ancona
FONTI: Mass. Giur. It., 2005
CED Cassazione, 2005

RIFERIMENTI NORMATIVI
L 24/11/1981, n. 689, art. 3
L 24/11/1981, n. 689, art. 23
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Cass. civ. Sez. I, 31/08/2005, n. 17579

CIRCOLAZIONE STRADALE
Sosta e parcheggio
CIRCOLAZIONE STRADALE - CONDOTTA DEI VEICOLI - TRANSITO - FERMATA, SOSTA E PARCHEGGIO
Divieto di sosta e fermata - Passaggi pedonali e marciapiedi - Delimitazione mediante strisce dipinte sulla strada - Effetti. Integra gli estremi della violazione dell'art. 158, comma 1, del codice della strada, che vieta la fermata e la sosta dei veicoli "sui passaggi e attraversamenti pedonali" (lett. g) e "sui marciapiedi" (lett. h), lo stazionamento di un veicolo su parte della strada su cui siano dipinte strisce bianche perpendicolari agli edifici esistenti ai lati della strada medesima, atteso che, per quanto manchi la "striscia bianca continua" parallela agli edifici, richiesta dall'art. 3, n. 36, del codice della strada per identificare i passaggi pedonali, comunque le predette strisce perpendicolari, indicando una "parte delimitata" della strada "destinata ai pedoni", possono identificarsi con il marciapiede (come definito all'art. 3, cit., n. 33), al quale rinvia anche il n. 36 cit.
Cass. civ. Sez. I, 31/08/2005, n. 17579
PARTI IN CAUSA: Amato c. Pref. Savona ed altro
FONTI: Mass. Giur. It., 2005 - CED Cassazione, 2005 - Arch. Giur. Circolaz., 2006, 5, 527

RIFERIMENTI NORMATIVI
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 158
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 3
GIURISPRUDENZA CORRELATA
Vedi anche: Cass. civ. Sez. I, 02/02/2006, n. 2340
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T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, 09/09/2003, n. 3721

CONCESSIONI E AUTORIZZAZIONI AMM.
Qualora gli attraversamenti pedonali siano posti ad una distanza minore rispetto a quella prevista dall'art. 190 comma 2 del D.Lgs. n. 285 del 1992, il calcolo della distanza tra gli esercizi congeneri va effettuato mediante l'attraversamento in senso perpendicolare della via.
T.A.R. Lombardia Milano Sez. III, 09/09/2003, n. 3721
PARTI IN CAUSA: C.A. c. Comune di Milano
FONTI: Massima redazionale, 2004

RIFERIMENTI NORMATIVI
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
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Cass. pen. Sez. IV, 10/01/2002, n. 16000

ASSICURAZIONE (CONTRATTO DI)
Assicurazioni, in genere
In presenza di un autobus fermo su un lato della strada, i conducenti di veicolo sono tenuti ad adottare una condotta particolarmente attenta e prudente, al fine di evitare l'investimento di qualche passeggero che attraversi la strada passando dietro l'automezzo; nondimeno i passeggeri che si accingono ad attraversare la strada al di fuori degli attraversamenti pedonali devono controllare se stiano sopraggiungendo autoveicoli e dar loro la precedenza. (Nel caso di specie essendosi ravvisata un'ipotesi di concorso del conducente e del pedone nella causazione del sinistro, la S.C. ha rinviato al giudice di merito la determinazione dell'efficienza causale delle singole condotte alla produzione dell'evento).
Cass. pen. Sez. IV, 10/01/2002, n. 16000
PARTI IN CAUSA: Brio
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2002, 664 - Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 690

RIFERIMENTI NORMATIVI
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 191
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Giudice di pace Roma, 21/07/2001

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
Se ai sensi dell'art. 134, comma 6, c. strad., i pedoni che attraversano la carreggiata al di fuori degli attraversamenti pedonali devono cedere la precedenza ai veicoli che sopraggiungono, correlativamente i conducenti sono tenuti all'osservanza degli art. 101, 102, comma 2, e 103 c. strad. Pertanto, dell'investimento di un pedone intento ad intraprendere - fuori dalle strisce pedonali - l'attraversamento della carreggiata, rispondono tanto il pedone che non abbia ceduto la precedenza al mezzo investitore, quanto il conducente che, contravvenendo al dovere di mantenere in centro abitato una velocità tale da consentire l'arresto immediato del veicolo a fronte dell'interposizione di un ostacolo, abbia mantenuto una velocità non adeguata alla situazione. (Nella fattispecie il giudicante ha ritenuto di graduare le colpe concorrenti dei conducente e del pedone rispettivamente nella misura dell'80% e del 20%).
Giudice di pace Roma, 21/07/2001
PARTI IN CAUSA: Sparacca c. Bisio e altri
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2002, 318

RIFERIMENTI NORMATIVI
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 102
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 103
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 101
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Cons. Stato Sez. VI, 11/09/1999, n. 1169

LOTTO....
In sede di rilascio di autorizzazione all'apertura di una ricevitoria del lotto, la distanza con quella già esistente deve essere misurata percorrendo la via più breve, con eventuali attraversamenti ad angolo retto, tenendo comunque conto, nelle strade a medio e grande traffico, di deviazioni obbligate dovute a passaggi e sottopassaggi pedonali, semafori, guardrail, etc.
Cons. Stato Sez. VI, 11/09/1999, n. 1169
PARTI IN CAUSA: Soc. Giorì c. Coni
FONTI: Cons. Stato, 1999, I, 1428
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Pret. Macerata, 28/10/1996

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
Il pedone, che attraversa la carreggiata al di fuori degli attraversamenti pedonali, è tenuto ad astenersi dall'iniziare l'attraversamento, o, nel caso di attraversamento già iniziato, a fermarsi ed aspettare, in modo da non costringere i conducenti dei veicoli, anche se questi si trovino in posizione irregolare, a compiere improvvise e pericolose manovre di rallentamento, di arresto e di deviazione. Egli quindi è tenuto a rendersi conto, dovendo cedere la precedenza ai veicoli sopraggiungenti, della direzione e della velocità di essi e a regolare la propria condotta (anche tenendosi a congrua distanza da ostacoli che impediscano l'avvistamento) in modo da non venire a trovarsi pericolosamente sulla loro traiettoria, anche se essi procedano in violazione di norme di legge o di quelle di comune prudenza (ed anzi a maggiore ragione).
Pret. Macerata, 28/10/1996
PARTI IN CAUSA: Iosi c. Pref. Macerata
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1997, 448 - Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 688

RIFERIMENTI NORMATIVI
DLT 30/04/1992, n. 285, art. 190
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Cass. pen., 05/04/1988

OMICIDIO COLPOSO
Circolazione stradale
colpa: pedoni
In tema di circolazione stradale, il conducente di un veicolo può legittimamente impegnare le strisce pedonali, con precedenza rispetto al pedone che vi si trovi o che si accinga ad attraversare, solo quando il pedone abbia manifestato inequivocabilmente la propria intenzione di cedere la precedenza, non bastando a tal fine il semplice fatto che lo stesso abbia interrotto momentaneamente l'attraversamento fermandosi al centro della strada; non può considerarsi manifestazione di volontà di rinunciare al proprio diritto di precedenza il fatto che un pedone, fermatosi sulle strisce pedonali, abbia guardato verso il veicolo sopraggiungente, potendo accadere che egli, dopo breve sosta, riprenda il cammino perché preso dal panico o disorientato o o perché erroneamente convinto di poter completare l'attraversamento senza pericolo; una tale fattispecie configura sia l'ipotesi, prevista dall'art. 102 3° comma cod. strad. del pedone indeciso che tarda a scansarsi imponendo al conducente l'obbligo di rallentare ed occorrendo fermarsi, che la violazione dell'art. 134, 5° comma, stesso codice, il quale stabilisce che quando il traffico non è regolato da agenti o semafori, i conducenti debbono dare la precedenza, rallentando e all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali.
Cass. pen., 05/04/1988
PARTI IN CAUSA: Illmer
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1989, 390

RIFERIMENTI NORMATIVI
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 102
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
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T.A.R. Lazio Sez. I, 17/02/1988, n. 193

FARMACIA E FARMACISTI
Farmacia
in genere
(pianta organica)
Il principio normativo e giurisprudenziale per il quale la misurazione della distanza tra le sedi farmaceutiche va effettuata per via ordinariamente percorribile mediante una normale deambulazione e senza dover considerare la scrupolosa osservanza delle disposizioni amministrative relative ai passaggi pedonali, non esclude che la p. a. possa con legittimo apprezzamento discrezionale, ritenere che le circostanze dei luoghi impongano l'osservanza degli attraversamenti pedonali per la normale deambulazione.
T.A.R. Lazio Sez. I, 17/02/1988, n. 193
PARTI IN CAUSA: Andronio e Blaserna c. Com. Roma
FONTI: Rass. Dir. Farm., 1988, 799
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Cass. pen., 07/07/1983

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
A norma dell'art. 134 cod. strad. i pedoni che attraversano la strada al di fuori degli attraversamenti pedonali debbono dare la precedenza ai conducenti dei veicoli, anche se i veicoli si trovino in posizione irregolare (salvo l'eventuale responsabilità concorrente del conducente del veicolo in caso di investimento).
Cass. pen., 07/07/1983
PARTI IN CAUSA: Reo
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1984, 313 - Giust. Pen., 1984, II, 298

RIFERIMENTI NORMATIVI: DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
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T.A.R. Lazio Sez. I, 18/05/1983, n. 424

FARMACIA E FARMACISTI
Farmacia
in genere
Quando la legge ha stabilito che la distanza minima di duecento metri tra le farmacie va misurata da soglia a soglia secondo il percorso pedonale più breve, ha voluto dettare un criterio empirico di facile applicazione e nello stesso tempo ragionevole, consistente nella via naturalmente più breve percorribile mediante la normale deambulazione senza particolari ostacoli naturali, dovendosi, per altro, tener conto che gli attraversamenti delle carreggiate, sebbene non necessariamente sulle strisce pedonali, vanno calcolati in senso perpendicolare onde evitare innaturali e rischiosi tragitti sulla sede stradale.
T.A.R. Lazio Sez. I, 18/05/1983, n. 424
PARTI IN CAUSA: Pollera c. Com. Roma
FONTI: Foro Amm., 1983, I, 1708
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Cass. pen., 22/04/1982

OMICIDIO COLPOSO
Circolazione stradale
colpa: pedoni
concorso di colpa
La violazione della norma di condotta, dettata dall'art. 134, 2° e 3° comma, cod. strad., compiuta dal pedone che attraversi una strada o una piazza senza fare uso dei sottopassaggi e fuori dagli appositi attraversamenti pedonali, non comporta necessariamente la colpa esclusiva del pedone per l'investimento che ne è derivato da parte di un veicolo; l'osservanza della citata norma deve infatti essere contemperata con il rispetto, degli art. 101 e 102 dello stesso codice da parte del conducente del veicolo, il cui comportamento inadempiente costituisce concausa dell'evento.
Cass. pen., 22/04/1982
PARTI IN CAUSA: Picchi
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1983, 316

RIFERIMENTI NORMATIVI
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 101
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 102
DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
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Cass. pen., 28/05/1981

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
In prossimità degli attraversamenti pedonali il conducente di un veicolo è tenuto ad osservare la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata tale da consentire l'esercizio del diritto di precedenza spettante in ogni caso al pedone, che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che l'attraversamento stesso avvenga sulle dette strisce o nelle immediate vicinanze.
Cass. pen., 28/05/1981
PARTI IN CAUSA: Barontini
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1982, 126
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Cass. pen., 09/04/1981

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
L'art. 134 cod. strad. impone ai pedoni, che attraversano la carreggiata al di fuori degli attraversamenti pedonali, di dare precedenza ai conducenti dei veicoli; tale norma va intesa nel senso che, in una strada a doppio senso di marcia, l'attraversamento da parte del pedone deve essere compiuto in due tempi, superando la prima metà della carreggiata, momentaneamente libera da veicoli sopraggiungenti da sinistra, per fermarsi in corrispondenza dell'asse stradale, e dare la precedenza a quelli provenienti da destra.
Cass. pen., 09/04/1981
PARTI IN CAUSA: Bernardini
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1982, 108

RIFERIMENTI NORMATIVI: DPR 15/06/1959, n. 393, art. 134
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Cass. pen., 06/02/1981

OMICIDIO COLPOSO
Circolazione stradale
colpa: pedoni
I conducenti, avvicinandosi agli attraversamenti pedonali (così dette strisce zebrate), debbono moderare la velocità, in modo tale da non determinare situazione di pericolo e da essere all'occorrenza in condizione di arrestare la marcia del veicolo; è probabile infatti che qualche pedone, facendo assegnamento sul diritto di precedenza, si immetta improvvisamente sui passaggi appositi.
Cass. pen., 06/02/1981
PARTI IN CAUSA: Carchiolo
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1981, 570 - Giust. Pen., 1982, II, 194 nota di GIUNTI
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Cass. pen., 30/12/1980

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
L'obbligo dei conducenti di veicoli di arrestarsi e dare precedenza ai pedoni che transitino sugli attraversamenti pedonali sussiste anche quando gli stessi si trovino a passare sulla linea, pur se discontinua, che comunque delimiti l'inizio dello spazio loro riservato.
Cass. pen., 30/12/1980
PARTI IN CAUSA: Colombo
FONTI: Riv. Pen., 1981, 496 - Arch. Giur. Circolaz., 1981, 401
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Cass. pen. Sez. IV, 07/11/1977, n. 2568

CIRCOLAZIONE STRADALE
Incroci
precedenza
Pedoni
Nei crocevia regolati da semaforo, quando il segnale dia contemporaneamente via libera ai veicoli che devono svoltare a destra ed ai pedoni che devono attraversare la carreggiata in cui la circolazione veicolare è ferma, questi ultimi godono del diritto di precedenza rispetto ai veicoli nell'ambito degli apposti attraversamenti pedonali.
Cass. pen. Sez. IV, 07/11/1977, n. 2568
PARTI IN CAUSA: Rotondo
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2008, 7-8, 688
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Cass. civ., 18/07/1974, n. 2163

CIRCOLAZIONE STRADALE
Pedoni
I pedoni, nell'attraversare la carreggiata al di fuori degli attraversamenti pedonali debbono dare la precedenza ai veicoli su essa condotti ed accingendosi all'attraversamento sono tenuti, in ogni caso, ad assicurarsi che lo stesso sia tempestivo e non crei pericolo per loro e per la circolazione.
Cass. civ., 18/07/1974, n. 2163
FONTI: Massima redazionale, 2005
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Trib. Vicenza Sez. II, 16/07/2010

CIRCOLAZIONE STRADALE
Colpa
concorso di colpa
Pedoni
In tema di incidenti stradali che coinvolgono i pedoni, deve essere escluso il concorso di colpa di quest'ultimo qualora l'attraversamento della carreggiata in un luogo privo delle strisce pedonali sia giustificato, come nel caso specifico, dall'interruzione del marciapiede a causa di lavori ivi insistenti (nella specie un cantiere edile) e dall'osservanza di specifica segnaletica che, espressamente, imponga ai pedoni di transitare dall'altro lato della carreggiata. In siffatto frangente, ed in assenza di ulteriori riscontri volti a dimostrare l'esistenza di profili di imprudenza nella condotta del pedone, allo stesso non potrà addebitarsi alcun profilo di responsabilità, neppure in forma concorrente.
Trib. Vicenza Sez. II, 16/07/2010
PARTI IN CAUSA: Sb.Br. c. Ge.As. S.p.A.
FONTI: Massima redazionale, 2010
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Trib. Napoli Ord., 01/03/2007

CIRCOLAZIONE STRADALE
Circolazione stradale, in genere
LAVORO E PREVIDENZA (CONTROV.)
Procedimento
in genere
La legge n. 102 del 2006 che ha esteso le norme del processo del lavoro alle controversie relative ad incidenti stradali seguite da morte o lesioni, deve intendersi riferita a tutte le fattispecie in cui tali danni derivino anche dall'uso della strada pubblica, purché vi sia il necessario concorso di un veicolo, restando esclusi invece quelli subiti ad esempio dai pedoni per un'insidia stradale.
Trib. Napoli Ord., 01/03/2007
PARTI IN CAUSA: Tizio e altri c. Comune di Napoli
FONTI: Corriere del Merito, 2007, 5, 552

RIFERIMENTI NORMATIVI
L 21/02/2006, n. 102
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Cass. civ., 13/12/1983, n. 7348

COMPETENZA E GIURISDIZIONE CIV.
Giurisdizione del giudice ordinario e del giudice amministrativo
Nel caso in cui, essendosi un'impresa edile opposta ad un'ingiunzione di pagamento delle spese sostenute da un comune per l'esecuzione di determinati lavori (rettifica delle quote di livello dei marciapiedi e del piano di calpestio di determinati portici, che avevano provocato incidenti nella circolazione dei pedoni) ed addebitate all'impresa opponente per essersi essa astenuta dal compiere, su invito del comune, quei lavori, il tribunale abbia rigettato quella opposizione dell'impresa, dichiarando il proprio difetto di giurisdizione a conoscere della relativa questione, che invece apparteneva al giudice amministrativo, trattandosi di materia incidente su posizioni di interesse legittimo, deve ritenersi che, avendo l'impresa proposto appello avverso detta statuizione, soltanto per richiamare ed insistere sui suoi motivi già esposti in primo grado e riguardanti esclusivamente l'illegittimità, per quanto concerne il merito, della pretesa del comune, senza censurare la pronuncia declinatoria della giurisdizione espressa dal tribunale, è legittimo che la corte d'appello abbia escluso di poter riesaminare d'ufficio la questione relativa alla giurisdizione che il tribunale aveva negato competergli.
Cass. civ., 13/12/1983, n. 7348
PARTI IN CAUSA: Lessona c. Com. Vercelli
FONTI: Riv. Leg. Fiscale, 1984, 513

RIFERIMENTI NORMATIVI
CPC Art. 329
CPC Art. 342
L 18/10/1977, n. 793, art. 11
RD 14/04/1910, n. 639, art. 2
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Cass. pen. Sez. IV, 11/10/1982, n. 1538

CIRCOLAZIONE STRADALE
Velocità
(eccesso)
In materia di incidenti stradali, particolarmente nel caso di investimento mortale di pedoni, l'efficienza causale dell'eccesso di velocità va valutata non soltanto in relazione al verificarsi del sinistro ma anche alle conseguenze dello stesso. Pertanto il nesso eziologico deve essere ravvisato sia quando la velocità eccessiva del veicolo investitore abbia causato l'urto, sia quando essa ne abbia accresciuto notevolmente la violenza, così da porsi come causa o concausa dell'evento finale.
Cass. pen. Sez. IV, 11/10/1982, n. 1538
PARTI IN CAUSA: Rovida
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 2003, 240
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Cass. pen., 11/10/1982

OMICIDIO COLPOSO
Circolazione stradale
colpa: velocità
In materia di incidenti stradali, particolarmente nel caso di investimento mortale di pedoni, l'efficienza causale dell'eccesso di velocità va valutata non soltanto in relazione al verificarsi del sinistro ma anche alle conseguenze dello stesso; pertanto il nesso eziologico deve essere ravvisato sia quando la velocità eccessiva del veicolo investitore abbia causato l'urto, sia quando essa ne abbia accresciuto notevolmente la violenza, così da porsi come causa o concausa dell'evento finale.
Cass. pen., 11/10/1982
PARTI IN CAUSA: Rovida
FONTI: Arch. Giur. Circolaz., 1983, 661
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Cass. civ. Sez. III, 11-01-1988, n. 24

Sintesi - Intestazione - Svolgimento - PQM
Motivi della decisione
Con il primo motivo, denunziando violazione e falsa applicazione dell'art. 1917 c.c., dell'art. 18 L. 24.11.1969 n. 990, nonché delle condizioni generali di polizza e degli artt. 1176, 2055 c.c.; e, infine, insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia, la ricorrente censura la sentenza impugnata: a) per avere ritenuto che per la ingiustificabile gestione della lite e per la condotta processuale dilatoria e pretestuosa da essa società tenuta, sussistesse il suo obbligo di risarcire il maggior danno derivante dalla svalutazione monetaria, e di corrispondere gli interessi legali compensativi sulla somma rivalutata a decorrere dal giorno del sinistro;

b) per aver altresì ritenuto che essa dovesse rispondere oltre i limiti del massimale di polizza, senza accertare se vi fosse stato, sin dall'inizio della causa, una soggettiva incertezza di verificazione dell'ammontare del credito del danneggiato, dovuta alla totale carenza di prove idonee alla quantificazione del danno.

La doglianza è solo parzialmente fondata.
La corte del merito, esaminando le stesse censure, ha rilevato che l'Eurass, come dimostra tutta la sua condotta processuale, a cominciare dall'iniziale sua contestazione dell'an debeatur per estrinsecarsi poi in eccezioni sulla misura delle singole liquidazioni del danno, riproposte in quel giudizio, ha tenuto un comportamento dilatorio e pretestuoso, rivolto senza seri motivi alla negazione dell'obbligazione risarcitoria, manifestatosi da ultimo anche nel sottrarsi all'esecuzione della sentenza di primo grado, munita di clausola, laddove la localizzazione del sinistro lungo le strisce pedonali, non avrebbe dovuto suscitare alcun dubbio sulla responsabilità del proprio assicurato. Tale ingiustificabile gestione della lite - secondo la stessa Corte - espone la compagnia assicuratrice all'obbligo di corrispondere al terzo danneggiato il maggior danno da svalutazione monetaria, dipendente dal ritardo nella liquidazione del risarcimento, nonché gli interessi compensativi nella misura legale sulla somma rivalutata, a far tempo dal giorno del sinistro.
Orbene se da un canto l'apprezzamento dei giudici del merito in ordine al comportamento dilatorio della convenuta società, (non censurabile in questa sede essendo sorretto da adeguata motivazione), giustifica, sul piano giuridico, l'estensione della sua obbligazione di pagamento degli interessi moratori e del risarcimento del maggio danno anche oltre il limite del massimale (v. Sez. un. sent. 5220 del 29.7.1983; sez III, sent. 1215 del 1984 ed altre) non può, d'altra parte, condividersi, perché giuridicamente errata, la statuizione della sentenza in esame relativa alla decorrenza del giorno del sinistro degli interessi - definiti compensativi - sulla somma liquidata.
Il debito dell'assicuratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli o natanti, ai sensi della L. 24.12.1969 n. 990, è infatti di natura pecuniaria (Cass. n. 5218 del 1983), si che il ritardo senza valida giustificazione, nell'esecuzione della prestazione dovuta, comporta l'obbligo di corrispondere gli interessi moratori (e non compensativi) con decorrenza dalla data della costituzione in mora che, nella specie, coincide con la scadenza del termine di sessanta giorni dalla richiesta del danneggiato effettuata a norma dell'art. 18 L. cit..
La sentenza impugnata va, quindi cassata, in accoglimento per quanto di ragione, del primo motivo di ricorso, limitatamente al capo concernente la decorrenza degli interessi moratori, che dovrà essere stabilita secondo gli anzidetti criteri.
Con il secondo mezzo, poi, l'Eurass, denunzia violazione e falsa applicazione degli artt. 1224, 2967 c.c. ed insufficiente motivazione della sentenza in ordine all'automatica rivalutazione del debito, a suo avviso non dovuta in mancanza di prova, incombente al creditore, del maggior danno, ai sensi dell'art. 1224 u.c.c.c. Il ritardo nel pagamento dei debiti di valuta comporta, ai sensi dell'art. 1224 c.c. il pagamento, oltre che degli interessi moratori, dei maggiori danni causati, fra i quali è in re ipsa quello da svalutazione monetaria, poiché qualunque impiego di denaro - anche il semplice deposito bancario ovvero la spendita in beni di consumo - produce ricchezza riconducibile al valore della moneta, con la conseguenza che qualora il creditore invochi il fatto notorio della svalutazione monetaria a sostegno della sua domanda di liquidazione del maggior danno derivatogli dalla mora del debitore, ben può il giudice procedere alla relativa liquidazione in base agli indici ufficiali del costo della vita, mentre solo a fronte di una richiesta di risarcimento in misura maggiore, sussiste, a carico dell'istante, l'onere di fornire la relativa prova, dimostrando, ad esempio, di non aver potuto, per l'inadempienza del debitore medesimo attuare più redditizi investimenti, o di essere stato costretto, sue necessità impellenti, a procurarsi danaro a condizioni più svantaggiose (v. in tal senso sentt. 3356 del 1985; 651 del 1984). La decisione impugnata, pertanto, non è censurabile sotto tale profilo, avendo la Corte del merito applicato i suddetti principi nella liquidazione del maggior danno richiesto dal creditore. E', invece, errata, per le ragioni già esposte esaminando la questione della decorrenza degli interessi, la determinazione del tasso di svalutazione monetaria con riferimento all'epoca del fatto perché, attesa la natura pecuniaria del debito, il maggior danno subito dal creditore per effetto della mora dell'Eurass doveva essere calcolato con riferimento alla data della costituzione in mora, sopra indicata.
Concludendo, in accoglimento, per quanto di ragione, sia del 1° che del secondo motivo, la sentenza impugnata dev'essere cassata in relazione al calcolo del tasso di svalutazione monetaria e degli interessi (1° motivo) che dovranno essere determinati con riguardo alla data predetta. Il terzo motivo è da ritenersi assorbito.
La causa va rinviata, anche per le spese di questa fase, ad altra sezione della Corte d'Appello di Messina.
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"Cassazione civile, sezione III, 14 gennaio 2011, n. 745

Pres. Trifone – Est. Levi
Incidente stradale – Investimento del pedone – Fondo di garanzia
vittime della strada – Risarcibilita`
In caso di azione diretta proposta, ai sensi dell’art. 19, lett. a), l. n. 990 del 1969, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non identificato, la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all’avvenuto evento ad opera di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa ed onerosa attuazione diretto all’identificazione del responsabile, dovendosi al riguardo valutare l’esigibilita` di un idoneo suo comportamento avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto."
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Cass. civ. Sez. III, 14/01/2011, n. 745

ASSICURAZIONE (CONTRATTO DI)
Assicurazione della responsabilità civile
(fondo di garanzia)
PROVA IN GENERE IN MATERIA CIVILE
Prove
in genere
In caso di azione diretta proposta, ai sensi dell'art. 19, lett. a), della legge n. 990 del 1969, nei confronti dell'impresa desisgnata dal Fondo di garanzia per il risarcimento dei danni cagionati da veicolo non identificato, la prova del fatto costitutivo della pretesa risarcitoria, quanto all'avvenuto evento ad opere di ignoti, non richiede da parte della vittima un comportamento di non comune diligenza ovvero di complessa e onerosa attuazione diretto all'identificazione del responsabile, dovendosi al riguardo valutare la esigibilità di un iddoneo suo comportamento avuto riguardo alle sue condizioni psicofisiche ed alle circostanze del caso concreto.
Cass. civ. Sez. III, 14/01/2011, n. 745
FONTI: Resp. civ., 2011, 3, 228
RIFERIMENTI NORMATIVI
L 24/12/1969, n. 990, art. 19
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Trib. Modena Sez. I, 05/11/2009

CIRCOLAZIONE STRADALE
Responsabilità civile
in genere
In tema di risarcimento danni da incidente stradale il c.d. danno da fermo tecnico del veicolo incidentato non può considerarsi sussistente "in re ipsa", quale conseguenza automatica dell'incidente, ma necessita, per converso, di esplicita prova, che attiene tanto al profilo della inutilizzabilità del mezzo meccanico in relazione ai giorni in cui esso è stato sottratto alla disponibilità del proprietario, quanto a quello della necessità del proprietario stesso di servirsene, così che, dalla impossibilità della sua utilizzazione, ne sia conseguito un danno (quale, ad esempio, quello derivante da impossibilità allo svolgimento di un'attività lavorativa, ovvero da esigenza di far ricorso a mezzi sostitutivi).
Trib. Modena Sez. I, 05/11/2009
FONTI: Resp. civ., 2010, 3, 234
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L’elenco delle strade comunali non prova la natura pubblica delle stesse



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